I cinque tibetani la fonte di giovinezza

Questi riti promettono grandi cose: il risveglio della forza vitale che giace addormentata nell’intimo, il raggiungimento del benessere del corpo, della mente e dello spirito.

Consigli iniziali:

  1. Inizialmente, per i primi 15 giorni, questi esercizi, dovranno essere ripetuti fino a 3 volte.
  2. Ascoltare i messaggi che il corpo invia, non appena la respirazione sarà diventata profonda e gli esercizi facili da effettuare, si potrà aumentare di due esecuzioni per volta.
  3. Se ci sono particolari problemi fisici, o in stato di gravidanza, contattare una persona qualificata a fornire consigli adatti.

Premesso questo, veniamo alla descrizione di questi 5 semplici esercizi:

Il primo rito è semplice, viene praticato allo scopo di accelerare la velocità dei vortici, quello che giocando i bambini fanno continuamente.

Si esegue stando in piedi eretto allargando le baraccia in modo da portarle orizzontali al pavimento.

E’ importante ruotare da sinistra verso destra, come fanno i ballerini.

Durante questo rito, fare la seguente affermazione:

  • Sono in armonia col flusso della vita.
  • Abbandono ogni negatività.

 

Il secondo rito

Ancora più semplice da eseguire, aiuta a stimolare ulteriormente i sette vortici.

Ci si sdraia a terra su un tappeto o un superficie imbottita, distesi sul dorso con le braccia lungo i fianchi, si appoggia i palmi della mani con le dita unite sul pavimento. Sollevare il capo da terra ripiegandolo il mento sul petto, contemporaneamente sollevare le gambe con le ginocchia tese, portandole in posizione verticale.

Se si riesce, stendere le gambe senza piegare le ginocchia, all’indietro verso la testa.

Lentamente riportare a terra sia il capo che le gambe, tenendo le ginocchia tese.

Occorre ispirare profondamente quando si sollevano le gambe e il capo, espiando completamente quando si abbassano.

Durante il secondo rito fare le seguenti affermazioni:

Ascolto i messaggi del mio corpo. Sono sensibile ai mie bisogni più profondi.

Terzo rito

Deve essere praticato immediatamente dopo il secondo, anch’esso molto semplice da eseguire. Inginocchiarsi sul pavimento tenendo il corpo eretto, appoggiare le mani sui muscoli dietro delle cosce; inclinare il capo e il collo in avanti e ripiegare il mento sul petto. Inclinare poi dolcemente il capo all’indietro, inarcando la spina dorsale .Ritornare poi alla posizione iniziale, ossia in ginocchio con le mani sul retro delle cosce.

Durante il terzo rito fare le seguenti affermazioni:

  • Mi sto aprendo alla bellezza della vita.
  • Il coraggio e la resistenza aumentano di giorno in giorno.

Quarto rito

Seduti a terra con le gambe divaricate, tenendo il busto eretto, appoggiare i palmi delle mani sul pavimento di fianco ai glutei; piegare il mento in avanti sul petto, spingendo fin dove è possibile. Sollevare la testa spingendola all’indietro, contemporaneamente sollevare anche il corpo in modo che le ginocchia si pieghino mentre le braccia rimangono tese. Il busto dovrebbe formare una linea retta parallela al pavimento. Le braccia e la parte inferiore delle gambe, formeranno una linea verticale perpendicolare al pavimento. Tornare alla posizione iniziale seduta, rilassando i muscoli espirando.

Durante il quarto rito fare le seguenti affermazioni:

  • L’energia corrobora ogni cellula del mio corp
  • Ogni volta che gioisco della vita, faccio un dono a me stesso e al mondo.

Quinto rito

Iniziare a terra, con le braccia perpendicolare al suolo e la schiena inarcata così da incurvare il corpo. Inclinare dolcemente il capo all’indietro il più possibile, portando in avanti il mento. Sollevare il corpo fino a fargli formare una V capovolta. Contemporaneamente portare in avanti il mento ripiegandolo sul petto.

Ritornare alla posizione iniziale e ripetere.

Durante il quinto rito fare le seguenti affermazioni:

  • Mi sento vitale e sono felice.
  • Il mio corpo è flessibile, i miei pensieri sono duttili.

“Questi cinque riti servono espressamente allo scopo di recuperare il corpo a uno stato di salute e di vitalità giovanile”.

Tratto da I cinque Tibetani Di Peter Kelder Edizioni Mediterranee

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