Alimentiamo la nostra luce interiore!

 

In un fiume travolgente di emozioni

sensazioni, eventi, spesso non ci accorgiamo che piano piano la nostra luce interiore si stà esaurendo.

Siamo troppo frastornati dal mondo che ci circonda, per sentire il “grido di allarme del nostro essere”, non sentiamo, siamo troppo occupati a crearci un mondo illusorio di irreale certezza, fatta di eccessive preoccupazioni, di chimere da raggiungere, di eventi esterni, che ci avvolgono e a volte riescono a renderci talmente vulnerabili, da venirne “assorbiti”.

Da che ci sentivamo forti nelle nostre certezze e combattivi, improvvisamente ci alziamo una mattina e tutto ci sembra pesante come un macigno, troppo per il nostro esile essere e ci rifiutiamo di combattere una battaglia che crediamo essere persa in partenza.

Cosa è successo dentro di noi?

Perchè tutto ci risulta così complicato e pesante?

Penso che possa essere la mancanza “di alimentazione dell’essere”.

Come tutto in natura và alimentato, anche la nostra più profonda e sconosciuta “essenza”, va alimentata e in modo costante e continuativo.

Non è possibile interromperne “ l’alimentazione“, non si può eluderne l’esistenza e l’importanza, per troppo tempo, si arriva inesorabilmente ad esaurirla.

Dobbiamo prendere coscienza, che l’impulso che ci sostiene e ci spinge, in ogni momento della nostra vita, che ci procura energia pura, proviene dall’interno di noi, ci sbagliamo se continuiamo a cercarla fuori di noi.

Allora, dopo un momento di crisi e di smarrimento, si deve agire, agire, non subire,  per affrontare lo “smarrimento”che ci pervade e inizialmente assecondarlo, per poi aggredirlo attaccandolo con energia positiva e intenzione, appena lo percepiamo indebolito.

Subito dentro di noi si fa strada un piccolo bagliore, indice di un nuovo inizio di consapevolezza di chi siamo realmente e non di chi non pensiamo di essere.

Per alimentare la fievole fiammella che si stà alimentando dai nostri pensieri rivolti all’interno, è sufficiente un cambiamento graduale del pensiero per rivolgerlo poi in sintonia con noi stessi, verso “cose” e situazioni che ci procurano serenità, gioia, e pace  interiore.

Tutto questo è molto soggettivo e quindi non esiste una formula magica che possa andare bene per tutti, ognuno di noi sa come “coccolare la sua essenza”, per riuscire a sentirla.

Come fare una lunga passeggiata nella natura, leggere un buon libro, andare a teatro, ascoltare un anziano e percepirne la saggezza, osservare un bambino, passare del tempo con i nostri figli, coccolare il nostro partner o scappare per un giorno intero e fare solo quello che il cuore ci suggerisce, dicendo “vado dove mi porta il cuore!

Qualunque cosa si faccia, è imperativo, rivolgere sempre il pensiero dentro di noi e noi fuori, solo così in momenti di assoluta serenità, si potrà avere un colloquio intimo con la nostra essenza.

L’importante è saper riconoscere i segnali che portano all’esaurirsi della “luce” dentro di noi, un momento prima di arrivare a trascendere le sensazioni negative, per non farsi prendere dallo sconforto, combattendo con forza, le sensazioni infestanti estremamente negative per la crescita della nostra “Essenza”.

 

Ely Guarnè

 

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